19 Aprile 2016

Attività di Ricerca

Nel 1966 il Prof. Giovani Cimbalo partecipa al PRIN “Federalismo. regionalismo e competenze in materia religiosa”, dirigendo l’unità di ricerca di Bologna che si occupa dello studio degli aspetti comparatistici della tematica oggetto della ricerca. Nell’ambito del progetto viene creato il sito Federalismo e interessi religiosi  (FEIR), gestito dalla Dott.ssa Federica Botti, nell’inesistenza, al tempo, di siti regionali che raccogliessero la produzione legislativa decentrata in materia.

Nel 2001 nasce la sede di Ravenna della Facoltà di Giurisprudenza, quale struttura decentrata dell’Università di Bologna, dove il Prof, Cimbalo insegna Diritto ecclesiastico italiano e comparato. promuovendo e partecipando contemporaneamente al progetto dell’allora Istituto A.  Cicu: Diritti nazionali, nuove problematiche giuridiche e globalizzazione. Un’analisi comparata e interdisciplinare per contribuire alla nascita di un diritto dell’Unione Europea, diretto dal Prof. Enrico Pattaro.

Successivamente organizza un proprio progetto di ricerca dal titolo “Federalismo, regionalismo e principio di sussidiarietà orizzontale”; vi partecipano circa 60 tra docenti e ricercatori. I risultati della ricerca vengono analizzati in due Convegni che si svolgeranno nel 2003 e nel 2005, sostenuti e finanziati dalla Cassa di Risparmio di Ravenna con la quale si è instaurato un rapporto di collaborazione per il potenziamento dell’insediamento universitario ravennate. I risultati di queste ricerche sono contenuti in due volumi dal titolo Federalismo regionalismo e principio di sussidiarietà orizzontale. Le azioni, le strutture le regole della collaborazione con enti confessionali (2004) e Federalismo fiscale, principio di sussidiarietà e neutralità dei servizi sociali erogati. Esperienze a confronto. (2006).

L’attività di ricerca ha consentito l’accumulazione di un “capitale primitivo” che è stato utilizzato per dar vita ad altri progetti collaterali: nel 2004 viene costituito il Consorzio interuniversitario siti web (COIS) nell’ambito del quale convergono i diversi siti fino ad allora realizzati. Trova spazio sulla piattaforma COIS il sistema di insegnamento a distanza DIADI che consente una collaborazione didattica e scientifica con alcune  Università spagnole. Sono di quegli anni i seminari internazionali: Metamorfosi del matrimonio e altre forme di Convivenza affettiva. Progetto DIADI di didattica a distanza tra l’Università di Bologna Facoltà di Giurisprudenza e Università dei Paesi Baschi e Università Pubblica di Navarra. 2004; Inmigración, Minorías y Multiculturalidad. Progetto DADI di didattica a distanza tra l’Università di Bologna Facoltà di Giurisprudenza e Università dei Paesi Baschi e Università Pubblica di Navarra. 2006.

Tuttavia è il sito Licodu, “Libertà religiosa e diritti umani nei Paesi dell’Est Europeo” (LICODU). 2004  a raccogliere e motivare gran parte dei finanziamenti provenienti sia dalla Fondazione Cassa di Risparmio che dall’Unicredit che consentono all’iniziativa di decollare, grazie ad una rete di collaboratori che si allarga man mano che si sviluppa nella parallela attività di ricerca.

L’attività convegnistica per la valorizzazione dell’insediamento universitario di Ravenna continua e nel 2005: la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna finanzia il progetto Le fabbricerie. Diritto, cultura, religione: I risultati della ricerca verranno discussi in un Convegno che si svolgerà l’anno successivo nella sede ravennate. Viene realizzato in ambito COIS il sito : Libertà religiosa e diritti umani in africa. diritti delle persone, delle famiglie, dei culti e delle confessioni religiose. (Afrikadu).

Quale responsabile dei Mercoledì di Irnerio organizza numerose iniziative culturali e il Master per Giuristi per le società multiculturali.

La Community of Enquiry

Fin dal 2004, a latere del Consorzio interuniversitario siti web (COIS), si è costituito un coordinamento tra le attività didattiche, quelle educative che ha dato vita a una presenza cognitiva nel sociale, finalizzata a influenzare la formazione educativa. Si sviluppa così una community of Enquiry della quale entrano a far parte coloro che collaborano ai numerosi  progetti. Da questa comunità di ricerca nel 2008 scaturisce l’idea di partecipare ad un bando della Comunità europea elaborando un progetto dal titolo “Tolleranza e laicità in campo religioso come strumenti di educazione alla convivenza.” Si prevede che i partecipanti al progetto svolgeranno attività di formazione comune finalizzate ad acquisire gli strumenti registici e legimatici che consentiranno loro di arricchire la banca dati di Licodu della legislazione dei vari paesi dei quali il sito si occupa.

Viene costituito a Bologna un piccolo gruppo di lavoro formato dal titolare della cattedra, dalla sua collaboratrice, all’epoca, Dott.ssa Federica Botti e da due stagisti studenti Leonardo Calà e Giuseppe Croari. Il gruppo di lavoro, collocandosi nella tradizione della cattedra di diritto ecclesiastico dell’Università di Bologna, retta dal professor Giuseppe Caputo, che dedicava estrema attenzione agli studi di diritto ecclesiastico comparato e alle relazioni internazionali, si incarica dalla messa a punto del progetto europeo che, utilizzando i contatti di collaborazione e lavoro comune precedentemente stabiliti, dà vita ad un Consorzio di 13 Università europee che presentano il progetto, che assume come acronimo.”Tolacco”.

Il progetto parte dalla constatazione  che:

“Europa si caratterizza come un’area nella quale è in corso una accentuata secolarizzazione dei valori, dove le religioni risentono di questo processo che appare più accentuato e ricco di conseguenze nei paesi di nuovo ingresso nell’Unione e in quelli candidati.  Per comprendere le caratteristiche di questo fenomeno è di estrema importanza capire quali tracce ha lasciato il recente passato, quali precedenti esperienze giuridiche riaffiorano oggi, quali nuovi formanti vengono eventualmente adottati dagli ordinamenti di questi Paesi per facilitare il loro inserimento in Europa.,

Per dare risposta a queste domande  la ricerca si propone di:

–  schematizzare i modelli  dei sistemi di relazione tra Stato e confessioni religiose adottati dai Paesi dell’Est Europa, apertisi a un’effettiva tutela della libertà religiosa e esaminare come essi si pongano in relazione con quelli adottati e da tempo studiati dai Paesi  dell’Europa Occidentale;

– quale interazione tra regole religiose e laiche vi sia nel ricorso alla sussidiarietà orizzontale avente per oggetto le organizzazioni confessionali nell’attuazione delle politiche pubbliche che influenzano le opportunità degli individui e dei gruppi;

– quale significato assuma – in particolare nel complesso panorama dei Balcani occidentali – la frammentazione regionale alla ricerca delle identità nazionali che con la scelta dell’opzione per Stati monoetnici pone il problema della contemporanea tutela delle minoranze in un quadro giuridicamente compatibile con il catalogo dei diritti di libertà condivisi dall’Unione Europea nella quale l’unità tra queste “identità” tende a ricomporsi.

Pertanto la ricerca prenderà in esame l’impianto costituzionale di questi paesi con particolare attenzione a quale sia l’effettiva configurazione della separazione tra lo Stato e le Confessioni che sembra accomunare le loro Costituzioni, tenendo conto della sopravvivenza in alcuni di essi dello strumento concordatario, del frequente ricorso alla negoziazione sotto diverse forme con le confessioni religiose, della legislazione in materia di libertà religiosa e diritti delle confessioni, della partecipazione a diversi livelli e con modalità differenti delle confessioni al processo di formazione della norma, non disgiunta da una vera e propria negoziazione, sul sostegno statale dei culti attraverso il sostentamento del clero.

Si indagherà inoltre su che misure e con quali modalità le confessioni religiose sono coinvolte, in regime di sussidiarietà, nell’erogazione di servizi alla persona e nell’istruzione, sia attraverso l’insegnamento della religione che attraverso il finanziamento di scuole particolari; di valutare quanto profondo sia l’intreccio della giurisdizione religiosa e civile in materia matrimoniale e quanto essa influenzi istituti come quelli del divorzio e delle unioni di fatto e come il rapporto con i culti si rifletta nella regolamentazione delle materie eticamente sensibili, dalla genetica all’eutanasia.

L’indagine che ci proponiamo di svolgere è tanto più importante oggi di fronte allo stabilirsi di consistenti nuclei di popolazioni provenienti da questi Paesi in quelli dell’Europa occidentale. Nei rapporti con queste  comunità i Paesi dell’U. E. hanno obblighi particolare in ordine alle garanzie ad essi accordate che necessitano della conoscenza della legislazione dei Paesi d’origine in materia di libertà religiosa e di statuto giuridico delle confessioni.”

Anche se il progetto non viene finanziato si apre un cantiere di lavoro destinato a durare nel tempo che vedrà la partecipazione, a parità di condizioni, di studiosi europei dell’Est e dell’Ovest.

La carenza di risorse spinge verso un riorientamento della ricerca il cui ambito si restringe ai Balcani e segnatamente all’Albania. Il sostegno a queste ricerche viene dalla Fondazione Flaminia di Ravenna che ha nella propria missione quella del potenziamento delle attività di ricerca delle sedi universitarie del campus di Ravenna. A seguito della presentazione di idonei progetti di ricerca vengono organizzati a Ravenna tre convegni dedicati ai rapporti con l’Albania e si sviluppa un’intensa attività di collaborazione con le università albanesi negli anni successivi, fino al punto da organizzare eventi che coinvolgono gli studiosi dei due paesi, sostenendo l’Albania negli studi relativi all’adozione di una moderna legge sulla tutela dei beni culturali. Questa attività sfocia nel sostegno a progetti di ricerca e sviluppo della cooperazione italo albanese nei campi della tutela dei beni culturali e degli studi giuridici.